How to make friends in Deutschland: Ti chiedono se ascolti musica tedesca, scuotendo la testa oltri ai soliti 99 palloncini e Der Kommissar ricordi anche i D.A.F. con un mezzo sorriso di scuse per la tua ignoranza e quando ti chiedono chi? Puoi nominare qualche loro canzone? non hai il cuore di rispondere Der Mussolini perché sei sicura che la conversazione prenderebbe una brutta piega che il tuo tedesco lv A2 non sarebbe in grado di sostenere (ironisch? ormai aggiungo solo sch alle cose).

sandandglass:

Daily Show correspondent Michael Che tries to find a safe place to report from.

khaste-irooni:

A Palestinian refugee holds up his old identification card

khaste-irooni:

A Palestinian refugee holds up his old identification card

shuckl:

your dog is melting and you just stand taking pictures absolutely disgusting

shuckl:

your dog is melting and you just stand taking pictures absolutely disgusting

foreverheroine:

This just made me so freaking happy

foreverheroine:

This just made me so freaking happy

Cose che ho imparato oggi

piqappa:

1. Michael Cera ha/aveva una ragazza tedesca (sì, ce l’ho con te)

2. Aaron (o suo fratello Nick?) Carter una volta ha denunciato sua madre

Io vado in Germania e Michael Cee si trova una ragazza tedesca: non è ovvio che lo fa per farmi ingelosire? Quasi patetico azzarderei: staaaaaalkeeeeeer!!!1

My milkshake brings all the boys to the yard

(oh, oggi sono tumbleraniamente parlando piuttosto prolifica)

Come vi siete conosciuti? Sai come vanno queste cose, he was a boy, she was a girl, solita storia. Per farla breve, io ero ad un distributore automatico di francobolli per una pausa brevissima dalla mia vita frenetica da ventenne che si gode la gioventù immagini di coca sniffata festini con gente che conta, e lui era dietro di me, che mi fissava. Penso di essere troppo lenta nell’infilare le monete da venti centesimi nella fessura, e che magari lui è lì in fila che aspetta di comprare i suoi di francobolli privando così i suoi figli di prezioso tempo di qualità da passare assieme perché io mi ero impuntata nel voler seguire le istruzioni in tedesco, e quindi cerco di fare più in fretta possibile levandomi di torno. Gli passo accanto, lui mi saluta, penso che qui il codice che regola gli scambi di parole fra sconosciuti sia troppo espansivo e rispondo al saluto a denti stretti e vado via. Lui però non va al distributore automatico ma mi fissa e comincia a rompere, al che mi barrico dietro il Non parlo tedesco e quando continua ad insistere nonostante non capissi neppure un terzo di quello che mi stesse dicendo perché troppo intenta ad ignorarlo e ad accellerare il passo, l’amore della mia vita in un impeto terribilmente romantico entra nella sua auto, accende il motore e mi segue in macchina adeguandosi alla mia velocità finché non entro nel cancello di casa, per tutto il percorso da A a B, sempre continuando a blaterare cose, di sicuro poesie perché la mia dolce metà è un tipo sentimentale. Sbirciando dalla finestra realizzo che resta un paio di minuti parcheggiato nel vialetto anche dopo che ormai le mie chiappe avevano raggiunto la sedia in salotto e poi va via. Avrei voluto farlo salire e permettergli di decapitarmi la testa perché la conservasse in frigo ispirandosi alle gesta di Ed Kemper, ma sono una tipa all’antica e per una prima uscita mi sembrava un po’ troppo, poi avrebbe pensato che sono una facile e sai gli uomini amano le bionde ma sposano le brune.

Comunque, meditando su un po’ su eventi similari accaduti di recente e sulle caratteristiche fisiche dei miei delicatissimi spasimanti (Lombroso mi ha insegnato il modo per misurare il diametro del loro cranio) sono giunta alla conclusione che l’evento scatenante di questa improvvisa passione sia da ricercarsi nel tizio che quando ero ancora in Italia mi ha fermato per strada sussurrandomi sibillino e ai miei “eh?” “Puoi parlare più forte? Non riesco a sentirti” dovuti alla mia ingenuità di bimba che pensa che la gente le voglia chiedere indicazioni, dopo tre o quattro bisbigli si è spazientito e ha urlato con grande eleganza chiedendomi se potessi fargli un pompino (indelebile nella storia il mio “no, grazie”).

Dicevo, sono sicura dell’esistenza di una grande ma compatta associazione di gente di colore che esula dai confini nazionali e si ritrova ogni settimana al bar dietro l’angolo. Il tipo di cui sopra (ma non proprio sopra sopra) deve aver scritto dietro la porta del bagno che quel pompino è avvenuto davvero per bullarsi con gli amici e adesso che la voce si è sparsa sono condannata a ricevere per ovvii motivi fiori e orecchie di gente che soffre a causa delle attenzioni da me non ricambiate (e senza distinzioni di genere! In questo caso la cosa non mi spiace poi così tanto tho).

Dalla regia mi suggeriscono di aspettare che alla mia porta bussi Obama.

Wikipedia

Comunque nel comporre il mio precedente post, presa dallo scrupolo dello scrittore, ho scoperto che l’inventore del primo catetere della storia è tale Michele Troja, urologo e (!) oculista. Sto seriamente cercando il nesso fra le due materie, sono sicura che mia madre vorrebbe che prenotassi una visita nel suo studio (perché sono cieca e il mondo si trasforma in ombre ogni giorno di più) (comunque sembra un tipo figo).